ACERRA - La “prima relazione al parlamento sullo stato di attuazione della legge 123/2008” sulle misure straordinarie per uscire dall’emergenza rifiuti presentata dal Governo e dalla struttura del sottosegretariato di governo per l’emergenza rifiuti, chiarisce alcuni aspetti sulla prossima apertura dell’impianto di Acerra. In primo luogo si afferma che “ i lavori procedono nel rispetto dei tempi stabiliti” ed “in pieno accordo con le integrazioni realizzative concordate” . Per quanto riguarda la conclusione dei lavori, si specifica che i lavori saranno terminati non a marzo, ma a giugno. Si legge infatti: “La progressione temporale delle principali operazioni prevede: l’avvio della linea 1 utilizzando gasolio, l’avvio del parallelo della linea 1 con relativa produzione di energia elettrica sempre utilizzando gasolio entro la prima metà del mese di febbraio; la produzione di energia elettrica attraverso la combustione di rifiuti sempre sulla linea 1 entro la prima metà del mese di marzo; l’avvio della linea 2 con combustione dei rifiuti entro la fine del mese di marzo 2009; l’avvio della linea 3 con combustione dei rifiuti entro il mese di aprile”. ”E’, quindi, possibile ritenere che già nel mese di maggio l’impianto potrà smaltire circa 200/300 tonnellate giornaliere di rifiuti a linea, e che nel mese di giugno funzionerà a “pieno regime”. A proposito del tipo di rifiuti accogli bili dall’impianto si dice che esso “è autorizzato il conferimento e il trattamento dei rifiuti aventi i seguenti codici CER : 19.05.01; 19.05.03; 19.12.12; 19.12.10; 20.03.01; 20.03.99 (ovvero parte di rifiuti urbani e simili non compostata; compost fuori specifica; altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti non contenenti sostanze pericolose ; rifiuti ombustibili (CDR: combustibile derivato da rifiuti); rifiuti urbani non differenziati; rifiuti urbani non specificati altrimenti) per un quantitativo massimo complessivo annuo pari a 600.000 tonnellate”. Infine il collaudo a luglio. IlNolano.it - quotidiano online
NOLA - Avevano messo su un vero e proprio deposito di auto rubate, quasi tutte di grossa cilindrata. Un deposito ben attrezzato, con tanto di "officina" meccanica all´interno per l´immediato smantellamento dei singoli pezzi che venivano poi immessi sul mercato illecito. Una attività molto redditizia stroncata questa mattina dagli agenti del commissariato di polizia di Nola, sezione volanti. L´operazione, coordinata dalla dirigente Mariantonietta Ferrara, si inserisce nell´ambito dell´azione di controllo e monitoraggio messa a punto dalla polizia tesa a contrastare i fenomeni criminosi sul territorio. A finire in manette Raffaele La Pietra, di San Vitaliano, sorpreso questa mattina, intorno alle 9, dagli uomini del commissariato mentre era intento a smontare un´Alfa Romeo 159, risultata rubata qualche giorno fa a Napoli. Erano giorni che gli agenti effettuavano servizio di pattugliamento in via Capua a Nola, una zona periferica sita nei pressi di Boscofangone. Durante il servizio, i poliziotti hanno più volte notato un furgone di colore rosso aggirarsi intorno ad un fabbricato. Insospettiti lo hanno seguito. A questo punto i dubbi sono aumentati. Da qui la decisione di irrompere nel fabbricato recintato da un cancello in ferro. Con non poche difficoltà, gli agenti hanno scavalcato e, una volta all’interno, hanno sorpreso La Pietra intento a svolgere la sua attività. Alla vista dei poliziotti l’uomo non ha opposto alcuna resistenza, dichiarando di essere un semplice ”operaio”. E’ stato immediatamente portato in commissariato. Subito dopo sono partite le indagini dalle quali è emerso che l’area adibita a deposito, di circa 1000 metri quadri, è di proprietà di un uomo originario di Cimitile, che, con regolare contratto, l’aveva fittata dallo scorso mese di giugno, ad un uomo di Giugliano. Il proprietario del suolo agricolo, interrogato, ha dichiarato di essere totalmente ignaro dell’illecita attività svolta all’interno della sua proprietà. Sono ora in corso ulteriori indagini per ricostruire il tutto. Intanto La Pietra è stato condotto al carcere di Poggioreale mentre l’area-deposito, compresi auto, singoli pezzi già smontati ed attrezzature utili allo smantellamento, sono state poste sotto sequestro.